Sito dello scrittore Jayan Walter

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Un oceano di gioia è dentro di noi

 

In ogni essere umano, nel profondo del suo cuore, nell'essenza della sua natura, c'è un oceano di gioia illimitata, a cui può attingere liberamente e in continuazione, giorno e notte. Questa è la vera natura dell'uomo: pura beatitudine, senza alcun limite né di tempo né di spazio. E' una gioia totale, uno stato di completo appagamento, non dipendente dall'esperienza del mondo esteriore dei sensi o dai rapporti con gli altri. Mentre il piacere che proviamo nel mondo è legato allo spazio e al tempo (all'oggetto del piacere e alla sua durata, che è sempre limitata), questa beatitudine del nostro Sé interiore non è legato né dipende da nulla, è una fonte di gioia che sgorga continuamente, senza mai fermarsi. Eppure, pur essendo lì, a portata di mano, più vicino a noi di qualunque altra cosa o persona, noi continuiamo a cercare la felicità all'esterno di noi, e rimaniamo sempre delusi, perché tutto ciò che appartiene al mondo esteriore è limitato e finito, ha un inizio e una fine. Infatti, quando ci innamoriamo, oppure quando gustiamo un dolce o una pietanza saporita, o anche quando proviamo il piacere del sesso, la nostra esperienza ha sempre un inizio, una fase in cui cresce fino ad arrivare al vertice del piacere o della gioia o dell'amore, e poi diminuisce fino a svanire. L'innamoramento non è eterno, il piacere sessuale non è eterno, il piacere del palato non è eterno. E allora, delusi per non essere riusciti a trovare quell'appagamento totale ed eterno che cercavamo, ci rivolgiamo ad altri tipi di esperienze, a volte giungendo a provare droghe o esperienze molto forti... Ma non troveremo mai la beatitudine illimitata. Soltanto quando volgiamo la nostra consapevolezza all'interno di noi, quando facciamo un processo di interiorizzazione (meditazione), un viaggio nella profondità della nostra anima, solo allora potremo giungere all'esperienza di Dio che è in noi, della nostra vera natura: un oceano di gioia illimitata e totale. E questo viaggio è possibile soltanto con l'aiuto di un Maestro o Guru, cioè di qualcuno che abbia già raggiunto la meta. Questo è l'insegnamento che ci è stato dato da tutti i saggi del passato, che ci viene continuamente dato dai Maestri contemporanei, questa è l'essenza dell'insegnamento del pensiero orientale, che è principalmente rivolto all'esperienza di Dio dentro di noi, fino a congiungerci con lui, poiché l'unica realtà esistente è l'Essere Infinito: Pura Coscienza di Beatitudine (Sat Chit Ananda).

 


La religione universale dell'uomo

 

L'induismo e la filosofia indiana sono stati mal compresi da tanta gente in Occidente, in particolare dai detentori del potere religioso cristiano. L'induismo è stato sempre considerato una religione politeistica, piena di divinità strane e a volte mostruose, una religione dove gli dei hanno spesso qualità e vizi simili a quelli degli uomini, e dove si è molto lontani dalla concezione "monista" delle religioni cosiddette "superiori".

Non si è compreso che tutte quelle raffigurazioni di divinità non sono nient'altro che la rappresentazione degli infiniti aspetti e qualità dell'unico Dio: il Brahman o Shiva, che è l'Essere infinito ed eterno, unica realtà di tutto l'universo. E, mentre nelle religioni cosiddette moniste si continua a credere a due realtà antitetiche: Dio e Satana, il Bene e il Male, in eterna lotta tra di loro, nell'induismo e nel pensiero indiano, si crede che tutto l'universo è Dio, che l'uomo è Dio, che lo è sempre stato e deve soltanto divenirne consapevole, e che questo è il fine dell'esistenza umana: essere tutt'uno con Dio. Soltanto quando "diverremo Infinito", o meglio ritorneremo ad essere consapevoli della nostra realtà di Essere Infinito, solo allora cesserà ogni sofferenza e vivremo eternamente in uno stato di totale appagamento.

In realtà la religione induista e il pensiero filosofico indiano provengono da un'antichissima civiltà e sono alla base di tutte le filosofie e religioni del mondo, di ogni tradizione e popolo, poiché esprimono la "religione universale dell'uomo", per cui non c'è alcun conflitto con le altre religioni e filosofie, anzi, con la pratica della meditazione ed esplorando la vera natura dell'uomo, ci si può avvicinare ancora di più alla propria religione e tradizione.

Quest'antica conoscenza viene chiamata Veda, e il sentiero che ci porta alla realizzazione di Dio dentro di noi è il "Sanatana Dharma" (la religione eterna), che è formato da tanti "rami", dove si enfatizzano i vari aspetti che vogliamo seguire per giungere all'unione (Yoga) con Dio (aspetto fisico, mentale, emozionale...), proprio perché si sa che ognuno di noi può essere più propenso a lavorare su un aspetto o su un altro della propria natura.

Se l'umanità riscoprisse i profondi valori dei Veda e del Sanatana Dharma, e si liberasse dai pregiudizi verso la religione indù, potrebbe cogliere i frutti di un patrimonio di conoscenza antichissimo, sviluppato nei millenni dai Saggi e dai Maestri, la cui funzione è proprio quella di aiutarci a realizzare Dio.


La terra è di tutti

 

Il pianeta terra in cui viviamo appartiene a tutti e tutti dovrebbero averne cura come farebbero con la propria casa. Nessuno ha il diritto di distruggere l'ambiente soltanto per realizzare profitti personali ed egoistici quali l'accumulo di ricchezze e di beni. 

La natura è molto intelligente e parsimoniosa, tende sempre a sfruttare tutte le risorse disponibili, a riciclare persino i rifiuti. C'è una grande intelligenza nell'uso dell'ambiente da parte della natura. Tutto avviene in modo ciclico. 

L'acqua che cade dal cielo irrora la terra, dà nutrimento alle piante, dissetando animali ed esseri umani, forma corsi d'acqua che si gettano nel mare, da qui l'acqua evapora a formare le nubi e poi ricadere sulla terra.

Così pure le piante sono nutrimento degli animali erbivori, dell'uomo e degli animali, persino gli escrementi servono a concimare la terra o sono cibo di altri animali come gli scarafaggi. Ci sono animali, come gli avvoltoi, che fanno da spazzini, poiché si nutrono delle carcasse degli animali lasciate dai carnivori e di tutti i rifiuti di altri animali. 

Le piante assorbono anidride carbonica ed emettono ossigeno.

L'ossigeno è fondamentale per la vita sulla terra.

Il giorno in cui tutte le piante (o buona parte di esse) saranno distrutte, la riserva di ossigeno accumulata lentamente nell'atmosfera in milioni di anni, comincerà a diminuire fino a scomparire del tutto. E allora anche la vita sulla terra sparirà, gli uomini e gli animali moriranno soffocati...

E allora a cosa servirà l'accumulo di beni e di ricchezze se non si potrà conservare il bene più grande: la vita?

C'è una grande armonia nella natura, espressione dell'intelligenza suprema del Divino.

Poi arriva l'uomo e distrugge tutti questi equilibri.

Stiamo assistendo alla distruzione dell'equilibrio climatico della terra, all'aumento della temperatura su scala globale, all'innalzarsi dei mari e lo sciogliersi dei ghiacciai... Tutto a causa dell'uomo e della sua mania di trarre profitto da ogni cosa, di sfruttare la natura distruggendola e devastandola. L'eccessiva produzione industriale, la cementificazione e la distruzione delle foreste, l'aumento degli autoveicoli in circolazione sono le principali cause del cosiddetto "effetto serra" che ha provocato questo squilibrio del clima in tutto il mondo. 

L'aumento di anidride carbonica e di altri gas nell'atmosfera hanno creato una cappa che impedisce ai raggi del sole di disperdersi e tornare nello spazio dopo aver toccato la terra, proprio come succede nelle serre, dove si mettono vetri per ottenere questo effetto e riscaldare l'ambiente in cui crescono piante di tipo tropicale o che hanno bisogno di un clima caldo. E così si riscalda tutto il pianeta. 

Ma non avviene un semplice aumento della temperatura, bensì una vera e propria rottura dell'equilibrio climatico terrestre. E allora assistiamo alla formazione di trombe d'aria (tornado) sempre più frequenti in Europa, dove il clima diviene più tropicale che temperato, abbiamo estati caldissime e tempeste inaudite, inverni con punte di freddo intenso, piogge, grandinate, siccità, incendi e alluvioni...

E' l'uomo la causa di tutto ciò. E' inutile prendersela con la natura.

Finché l'umanità continuerà a pensare in modo egoistico e correrà solo dietro al profitto, di queste catastrofi ambientali ne avremo ancora, sempre di più.

E allora, risvegliamo la nostra coscienza! 

Diveniamo consapevoli che la terra è come una barca di salvataggio nell'oceano (lo spazio vuoto, senz'aria e senza un luogo dove andare, essendo gli altri pianeti per il momento non abitabili)! 

Cerchiamo di aver cura della nostra barca, la terra, di amarla e rispettarla, dopotutto è lei che ci ha donato la vita!


 

Reincarnazione

 

La concezione della reincarnazione è antica quanto l'uomo, la possiamo trovare in tutte le forme di religione, in ogni tradizione spirituale, sia del passato che del presente. Sebbene alcune grandi istituzioni religiose l'abbiano esclusa dal loro credo, tutti i Maestri, i Profeti e i Saggi di ogni tempo ne hanno parlato, in forma più o meno esplicita. Dopotutto la reincarnazione è l'unico modo per dare un senso alle ingiustizie sociali. Perché alcune persone nascono povere e altre ricche? Perché alcuni sono storpi sin dalla nascita mentre altri sono in perfetta salute? Quali peccati può aver commesso qualcuno da nascere in condizioni così miserabili? E quando può averli commessi, supponendo che questa sia l'unica vita a nostra disposizione? E inoltre, perché coloro che hanno fatto del male, per quanto grandi possano essere le loro malvagità commesse in questa vita, che è poi così breve rispetto all'eternità, debbano essere condannati "per sempre" a soffrire? Ma sapete cosa significa soffrire per sempre? A causa di quel  brevissimo tempo in cui si è commessa un'azione malvagia? Una concezione del genere non è per niente in armonia con la visione che molti abbiamo di un Dio giusto, comprensivo, sempre pronto al perdono. E' bene che colui che ha fatto del male ne paghi le conseguenze, ma una volta espiate le proprie colpe, tutti devono poter ritornare a Dio.

Secondo la concezione della reincarnazione, l'anima attraversa l'esperienza di tantissime vite, incarnandosi ogni volta in varie forme, vegetali, animali, umane... Ogni vita è formativa e le permette di evolvere. Anche quando sbaglia e fa del male, ciò le serve come esperienza per andare avanti e non commettere più quegli errori. La giustizia di Dio è superiore a quella degli uomini. Ogni cosa che facciamo agli altri, tornerà a noi, in questa vita o in una vita futura. Quel che siamo ora è il frutto di ciò che abbiamo fatto nelle vite passate. Quel che saremo domani sarà il frutto di ciò che abbiamo fatto ora. C'è un continuo flusso del divenire, il passato, il presente e il futuro sono legati tra loro. "Ognuno raccoglie quel che semina" - disse Gesù. Per cui, se oggi soffriamo per ingiustizie o soprusi è perché in passato noi stessi abbiamo abusato degli altri. Siamo noi i creatori del nostro destino. Noi stessi possiamo far sì che la nostra vita futura sia un paradiso o un inferno. Se amiamo saremo amati, se odiamo saremo odiati. E' la legge del boomerang: noi lo lanciamo verso gli altri e l'ambiente circostante, e da esso o da essi tornerà un giorno a noi. Continueremo a reincarnarci finché un giorno, quando saremo stufi di questo alternarsi di gioie e di dolori, dove le sofferenze sono sempre maggiori dei piaceri, cercheremo un Maestro, ed egli ci guiderà lungo il sentiero che ci riporta al Divino, che ci fa scoprire che Dio non è all'infuori di noi ma è la nostra stessa natura, che noi siamo sempre stati Dio, Essere Infinito di illimitata gioia. E allora che ci fonderemo in Lui.


 

Meditazione

 

La meditazione è antica quanto l'uomo. La capacità di meditare è insita nella natura umana. Proprio come la capacità di dormire, di respirare, di mangiare o di amare, anche la capacità di meditare è parte integrante della nostra natura. In genere siamo continuamente proiettati verso il mondo esterno, ad incontrare gli altri, ad avere nuove esperienze, ad esplorare il mondo che ci circonda, a imparare nuove nozioni o conoscere nuovi oggetti. Meditare significa cambiare direzione della nostra attenzione, invece che verso l'esterno, portarla verso l'interno di noi stessi, a scoprire la nostra vera natura: un oceano di gioia senza fine, di pace imperturbabile, di totale stabilità e appagamento. Invece di essere vittima dell'oceano impetuoso e delle onde che alte si infrangono sulla superficie della nostra coscienza, con la meditazione impariamo ad andare sotto questa vorticosa e turbolenta attività, che ci procura soltanto sofferenza e limitazione. Quando andiamo alla radice dell'esistenza, in quel luogo al di là dello spazio e del tempo che è l'Infinito in noi, allora cessa ogni dolore, proviamo una sensazione di totalità, di pienezza, di soddisfazione illimitata senza che ci sia nessun oggetto esterno o persona che ce la procuri. Per imparare a meditare abbiamo bisogno di un Maestro, di un Guru, di un essere che viva continuamente nello stato dell'Infinito, pur rimanendo in questo mondo del divenire. Solo il Guru può condurci all'esperienza del nostro Sé interiore, dell'Atman, l'Anima universale che permea il mondo. Solo la sua Grazia ci garantirà un giorno il raggiungimento dell'Illuminazione, il Samadhi, il Nirvana, lo stato di fusione con Dio. Ma noi dobbiamo fare la nostra parte. Dobbiamo mettere il nostro impegno nel praticare la meditazione ogni giorno, quanto più tempo possibile e con la massima dedizione in ciò che facciamo. Nessun Guru può seguire il sentiero al nostro posto, dobbiamo camminare con i nostri piedi, anche se sappiamo che lui ci sosterrà ad ogni passo. La meditazione non può essere appresa da libri, da uno scritto come questo articolo, da internet, o da qualcuno che sia soltanto un po' più esperto nel campo. La meditazione va appresa nei centri di meditazione, sotto la guida di un Guru, l'ideale sarebbe che egli stesso ci "iniziasse" a questa pratica. Perciò vi invito a cercare il vostro Guru, il Maestro più adatto alla vostra natura, e, una volta scelto, abbandonarvi totalmente a lui (o lei), donando tutti voi stessi, rinunciando all'ego che è il maggiore ostacolo alla realizzazione di Dio. In genere nella meditazione si usa un suono particolare, un "mantra", che è la vibrazione del Divino, che riverberando dentro di noi ci conduce all'Illimitato Essere che da sempre dimora nelle profondità del nostro spirito.

 

Om Namah Shivaya

 

 

 

 

  

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