lo
yoga della conoscenza e la natura dell'universo
Edizioni
Tempolungo
Le
recensioni del libro sulla stampa italiana:
Recensione apparsa sul
Corriere del Mezzogiorno (Corriere della sera)
del 7 settembre 2004, pag.15 - rubrica
CartellonEstate:
LIBRI
TROVARSI
CON LO YOGA
"Il
piacere che ci viene dagli oggetti dei mondo non è che una parte infinitesimale della beatitudine che si trova nel più profondo di noi stessi", parte da un assunto di Amma
Amritanandamayi Devi lo scrittore e giornalista Ezio Vantaggiato, in arte Jayan Walter, napoletano, per il suo "L'uomo è dio: lo yoga della conoscenza e la natura
dell'universo", Edizioni Tempo Lungo. Un libro per tutti sul pensiero orientale, quasi una risposta ai tanti pesanti trattati per gli "addetti ai lavori". Questo libro si
distingue per la semplicità di linguaggio dell'autore, per la sua capacità di spiegare la filosofia indiana, la reincarnazione, lo yoga e la meditazione tenendo viva l'attenzione del
lettore usando aneddoti o barzellette. Un viaggio piacevole nei misteri della coscienza, "alla ricerca della sorgente di beatitudine e libertà che è nella nostra più profonda
natura.
(Luca Marconi)
Recensione
apparsa sul numero 3, anno 4, del mese di Marzo 2003 della rivista mensile:
le
PAGINE dell'OZIO
(Naples
guide - guida al divertimento)
diretta
da Gianluca Veluscek
Jayan
Walter
"L'uomo
è Dio. Lo Yoga della conoscenza e la natura dell'universo"
Il
libro di Walter Vantaggiato è un'introduzione al pensiero orientale e
raccoglie l'esperienza di qualche decennio durante il quale Jayan
- questo è il suo pseudonimo - si è immerso nella cultura indiana e la
filosofia che la caratterizza. Spiega: "Spesso si confonde la
religione indiana con la filosofia ma sono due cose ben distinte. Quindi
molti non si avvicinano pensando di dover rinunciare al proprio credo o,
in qualche modo, corromperlo." Quello di Walter non è un lavoro
scientifico ma una sintesi di venticinque anni di passione per questi
argomenti.
Perché
questo libro?
"Esistevamo
prima di questa vita? Qual è la natura di Dio? Il rapporto tra uomo e
Dio? Continueremo ad esistere dopo la morte? Cosa sono il Nirvana e il
Samadhi? Il Guru e lo Yoga? Come si medita? Molte sono le domande che
tutti ci poniamo e che si sono posti grandi scienziati e persone povere.
Il libro vuole rilassare alcuni di questi dubbi esponendo concetti del
pensiero filosofico-religioso dell'India andando incontro a temi che
oggi sono molto di moda e che vengono spesso buttati nel calderone della
New Age."
Quali
studi ha sostenuto per poter scrivere un libro che possa aiutare il
lettore curioso?
"Lasciati
gli studi universitari iniziati all'Istituto Orientale ho continuato
l'apprendimento leggendo e studiando i più importanti testi ma
soprattutto da venticinque anni pratico la meditazione incontrando vari
maestri viventi come Anandamayi Ma, Maharishi Mahesh Yogi, Mastram Baba,
Gurumayi Chidvilasananda ma soprattutto la Madre Divina Mata
Amritanandamayi, il Maestro d'Amore e Compassione.
Qual
è la linea principale di questo lavoro?
"Andare
al nocciolo delle questioni. Questo lo faccio utilizzando delle
parabole, storie originali inventate da me per spiegare i concetti che
ritengo vadano chiariti perché, molto spesso e per moda, sono recepiti
in maniera distorta."
Cosa
consigli a chi è sensibile agli argomenti che tratti?
"Ognuno
deve fare la propria esperienza senza cercare Dio troppo lontano da noi
perché è dentro di noi."
Il
libro è corredato di una vasta bibliografia e di un'elencazione dei
principali movimenti spirituali di origine indiana e orientale in Italia
(Edizioni Tempolungo). Siti di riferimento: www.jayanwalter.comwww.tempolungo.it
(Renato Sartini)
Recensione
apparsa sul numero 11, anno 2, del mese di Ottobre Novembre 2002 della rivista
letteraria mensile:
LEGGERE
LEGGERO
Il
periodico per la diffusione del libro
diretto
da Piero Antonio Toma
Torna
di moda lo yoga
Felicità?
Quando è troppa
Uno
scrittore racconta i benefici che si hanno praticando una disciplina
vista come un avvicinamento a Dio. La favola di chi rinuncia a compiere
miracoli
di
Mario Pagano
Jayan
Walter (Walter Vantaggiato)
L'uomo
è Dio. Lo yoga della conoscenza e la natura dell'universo
Edizioni
Tempo Lungo, 2002
pagine
317, € 11,36
Secondo
Mircea Eliade, il termine yoga designa solo una tecnica di ascesi, un
metodo di conoscenza e se tentassimo di darne altra definizione - scrive
- ci troveremmo ad aver indicato non lo yoga, ma una sua specie
particolare. Così, quando ho avuto tra le mani questo libro di Jayan
Walter (Walter Vantaggiato), ho voluto leggermi subito la sua
definizione di yoga, ed eccola: "Yoga significa 'unione' e indica
l'unione dell'uomo con Dio, con il Sé universale. Quindi qualsiasi
pratica o sentiero che ci conduce a questa unione è yoga".
La
cosa che più irrita questo giovane studioso - che tiene a precisare di
non essere un Maestro Realizzato, né un filosofo, né uno storico, né
un "esperto intellettuale" del tema - è la pretesa di parlare
del suo saggio in termini di addetti ai lavori. Ma a quale titolo,
allora, egli stesso parla di queste cose? Da una pratica più che
venticinquennale della meditazione e dall'insegnamento di molti maestri
viventi, gli è nato il bisogno di invitare gli altri a "fare
ognuno la propria esperienza personale di Dio, aiutandoli ad affrontare
le domande eterne dell'uomo: perché si vive? perché si soffre? si
sopravvive ala morte? si può realizzare Dio?"
Il
libro non formula risposte: semplicemente, insinua cunei di luce nel
buio dei nostri interrogativi più profondi. Il metodo che adopera è il
più chiaro che sia dato immaginare: là dove tanti lavori di filosofi e
saggi si ingegnano, in perfetta buona fede, di semplificare l'abituale,
complicato linguaggio, riuscendo soltanto ad aumentarne l'astrusità,
Jayan Walter si esprime in modo "naturalmente" facile, anche
grazie alle storielle che si trovano qui e là, parabole - in realtà
raccontategli dai vari maestri che ha incontrato o tratte dai testi
della filosofia indiana. Qualcuna l'ha inventata lui, come quella del
povero africano che come Aladino può ottenere tutto ciò che vuole, e
che alla fine chiede di tornare alla sua miseria, perché la
moltiplicazione infinita dei desideri lo sta annientando.