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Stefano Merialdi

merialdistefano@libero.it 

Poesie


 

Pace crepuscolare

 

Sentire il nulla

nella coltre della notte,

i rumori muoiono

nel tiepido

abbraccio del buio;

essere invasi

d’immani silenzi

e abissale calma,

inseguire chimere

di sogno,

riudire echi

del giorno,

ripensare

al tempo

passato,

vagare

tra migliaia

di pensieri monchi,

adagiarsi

in profonde

acque

di tranquillità,

perdersi

nella pace ritrovata,

pensare,

sognare,

ripensare alle

parole spese,

tacere,

per fare silenzio,

per non scacciare

la pace

ritrovata.


La passeggiata

 

S’apre il passo e finisce distante,

lastricato di mattonelle irregolari,

attaccate l’una all’altra come segmenti spezzettati;

si protende in avanti, perdendosi all’orrizzonte,

dove le case appaian picciole,

e gli uomini formiche,

e lo sguardo smarrisce la via,

tra scorci di città

e marciapiedi,e alberghi,

e palazzine rosate e a strisce,

procedendo da un lato le umane palafitte

abitate,ed i semafori lampeggianti ed

insegne di ristoro e di relax;

dal lato posto, una svista sul mare piatto,

e fremebondo che manda rumori d’onde, e di flutti

che s’infrangono sui sassi, lasciando andare,

un rumore di sfregolio e di fruscio,

delle spume che si fermano sulla spiaggia;

e poi, si vedono bagni a pagamento, ed ombrelloni

e casettine di spogliatoi

e poi barconi e pedalò arenati sulla sabbia;

da qualche parte, suona un juke-box,

una canzone d’estate, che t’accompagna, per il

litorale, e lentamente vai con una maglietta, sul costume,

mentre il sole, ti bacia, e ti scalda, la pelle ,

tra mormorii, e brusii di gente, in via vai a crocicchi e seduti;

un'altra estate, da ricordare.


Liberi

 

Voglia di respirare

A pieni polmoni,

riempire

la gola,

d’aria libera,

guardare spazi

senza fine,

andare via da tutto,

senza steccati,

fregarsene e basta,

senza domande

senza legami,

camminare sino

alla fine di tutto,

staccare il filo,

e non risponder più

a nessuno,

alla malora tutto,

voglia di libertà,

libertà,

solo per questa

parola,

vale conoscere

ancora, domani.

 


Acqua

Acqua, liquido fluido, nettare trasparente

Massa oleosa, con poca viscosità,

zampillante onda di acqua flebile, tenue

ed rilasciante, grumo di fluido cedevole;

che si sposta in masse, manda spruzzi dalle onde,

corre vicendevolmente, facendo correnti, e spezzando

la continuità della tavola marina, in creste zigrinate,

che si spostano, s’agitano, mandano flutti;

e lasciano un odore, di mare e acqua salata,

mentre la corrente del vento, batte sulle punte delle onde,

lanciando ventate che rabbrividiscono i bagnanti, a bagnomaria

sulla riva, che giocano, urlano,

parlano e ridono, su gommoni e materassini,

circondati dalle acque elastiche e fluide, che li avvolgono e

circondano, in una carezza tiepida.

 


Pace

 

Cammino, lungo il mio cammino,

e intorno a me, non c’è pace quaggiù,

sin dal principio dell’uomo, quando era un

bruto, ha iniziato a rinnegare la pace, e a colpire con l’osso;

ed intorno, la guerra scese nel mondo,

e scoppi maligni, e volanti portatori di morte,

in tutti i continenti, guerre giuste ed ingiuste,

colonialismo selvaggio e post-colonialismo,

e l’Africa che chiede pace e non bombe,

si tinge di rosso; e poi la Corea, tra Nord- e Sud

del mondo,

ed in Vietnam, bambini corrono ignudi, per

sfuggire alla chimica, e nei loro occhi,

cercano pace, vogliono pace, in un mondo,

in cui, l’uomo non conosce pace, e la gente finalmente, dice un sì; costruire bisogna una

civiltà al bivio, forgiata non più da armi, ma da uomini di pace,

da una volontà politica di pace, con mani pacifiche,

per costruire, un mondo di pace, un era di pace, di tranquillità,

finalmente, adesso, ora, se non quando.

Tacerà l’obice, e l’uomo, incontrerà l’uomo,

e il male di prima sarà nel passato; e

finalmente tornerà il sorriso; e non si sarà più muro.

respiro la pace del giorno, e nella quiete

della notte, respiro il silenzio immoto,

e il lento incedere del tempo, scandito

dai rintocchi, e ascolto l’assenza di tutto, il

niente selenico, sperso nell’universo, e sempre

vorrei che fosse pace cosmica, per tutti, lunga un minuto,

un ora, una vita intera, da gustare la pace, in pace; dimentichi

di tutto.

 


Novembre

 

Gruppetti e crocicchi

di persone,

mute

e moge,

vanno con gli

occhi bassi,

verso i viali

della rimenbranza,

con cipressi

e targhette;

un amaro via vai,

alle porte

cimiteree,

con la ghiaia bianca,

tra lapide e steli,di marmi,

e piccole immagini,

qualcuno pensa,

qualcun altro piange,

quiete assorta,

un vento cupo spira,

momento di ricordi,

e il passato,

ritorno.

 


Estate

 

E s’apre il ritorno della natura, assai risvegliata,

che esplode in luce e colori; tornano i fiori sbocciati,

e le piante in fiore, si rinverdiscono i prati, e l’erba comincia a crescere,

si tant’alta, che con falce, bisogna sfoltire il manto verde,

affinché, venga ordinato e lineare, un prato, sì bello a vedersi, e intorno,

c’e, molta luce, e brillanti mescite di di contrasti colorati;

e pini solitari, e salici piangenti e querce vecchie alte e frondose

e larici fogliosi, e betulle si stagliano fogliute e virgulte, verso il cielo e fanno ombre,

come di braccia enormi e mostruose. Nei parchi, cadono rametti, e aghi di pino,

e poi foglioline gialle ocra, staccate e morte, sicché il prato si riempie di tappeti

di foglie caduche;

e con l’estate torna il sole forte, che rischiara e dà gioia, alla giornata,

ricchendola di luce, e sfarfalli di luce bionda,

che dà chiaro alle pareti focolari,dentro e fuori il corpo.

 

 

      Stefano Merialdi   -   di Ovada (Alghero)          

 


 

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