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Pubblicazione delle vostre opere

Salvatore Armando Santoro

santoro3000@alice.it

 


      

AFRICA

 

Africa,

madre mia,

madre delle genti,

genitrice dei miei padri,

piangi,

piangi in silenzio

i tuoi figli

che ti hanno dimenticata.

Tu li ricordi,

nei tuoi silenzi

che durano da un’eternità,

e sopporti con paziente amore

l’umiliazione dell’oblio.

Invano attendi

che l’egoismo affoghi

nei tuoi deserti.

Invano speri che i tuoi figli

si ritrovino nelle savane

dove le paure e le miserie

stentano a morire.

Invano tendi le braccia,

e speri in un sorriso

che allievi la tua disperazione

ed alimenti la tua speranza.

 

                     Santoro Salvatore Armando

                     (Boccheggiano 23/09/2005 21.12)

 

  


   

    

CONSERVO TUTTO DI TE

    

Conservo tutto di te:

oltre al rancore

galleggiano ancor dolci pensieri

i ricordi s’ammasssano,

si sforzano ad offossare un astio

che non posso dalle vene eliminare.

Son qui tutti presenti:

le tue finzioni rinnovano dolenti,

le tue dolci parole riportano,

che tanto amare sono diventate,

le tue carezze appassionate

che tante ferite in corpo hanno prodotto.

 

Son qui tutti presenti!

 

E non riesco ancora a cancellarle,

non riesco a darmi spiegazioni,

come si possa da mattina sera

tutto dimenticare,

tutto in fondo al mare sprofondare.

Parole, solo parole che fanno tanto male,

meglio una pugnalata in mezzo al cuore

e fermare questo muscolo indolente

che razionalità rifugge,

continua a balbettare,

non vuole ancora darsi una ragione

di come si possa donare tanto amore

e poi improvvisamente

tutto dimenticare,

tutto dall’animo cassare,

dall’odio e dal rancore

all’improvviso farsi soffocare.

 

E non serve il fare o il dire.

 

Quello che ognuno prova in cuore

difficilmente chi ti sta d’intorno

mai lo potrà capire.

 

Salvatore Armando Santoro

(Boccheggiano 07/05/2009 11.48)

 


 

L'AMORE NEGATO

 

Emozioni e rossori

a scoprire i segreti dell'anima,

quando l'amore era negato

e, gli appuntamenti, segreti di stato.

Battiti intensi nel petto,

come un frullar d'ali

inquieto e frettoloso.

Timori d'esser visti

e felicità

di due mani avvinte,

come un'edera a un tronco,

seduti sui gradini

di stradine acciottolate

o su muretti fuori mano

che guardavano il mare.

E poi il silenzio del cuore,

ed i ricordi

che ogni tanto ti rinnovano

tenerezze ormai finite,

archiviate sugli scaffali alti

d'una libreria

che solo tu sai ritrovare.

 

                        Santoro Salvatore Armando

                           (Lillianes 25.03.2004 - h. 0,32)


    

    


    
  

GIORGIO LA PIRA

             

Quante volte quelle parole ho ripensato,

buttate come un seme tra quei banchi

da quell'omino, che non ho scordato,

e che rivedo ormai con gli occhi stanchi.

 

         Parole, trascinate via dal vento,

         quando non si stava ad ascoltare,

         ma che son ritornate ogni momento

         se un dubbio mi stava a tormentare.

 

Parole forti, contro ogni  violenza,

quella subita,  nel periodo fascista,

parole dolci, per invocar clemenza

per quanti uscivan dalla diritta pista.

 

         Parole amare, per  deboli e  sfruttati,

         che non hanno alcun mezzo di difesa,

         parole severe, per l'indifferenza degli stati

         agli eccidi di gente povera e indifesa.

 

Semenza, sì, era proprio semenza

caduta in parte su un'arido terreno,

ma tant'altra ha generato conoscenza,

amor per gli altri, ricerca del sereno

 

         nei rapporti interni alla  famiglia,

         nelle relazioni  umane tra le genti,

         nel rispetto per chi non ti somiglia,

         restando vivo tra gli indifferenti.

 

Quelle parole oneste oggi  risento

e sembrano assordanti dentro il cuore,

oggi, che tanti in questo firmamento

non seguon più la strada del Signore.

 

                                                                        Santoro Salvatore Armando

                                                                              (Lillianes 27.5.1999)

 

   


  

 

MARE JONIO

    

Questo mare

che m’allaga il cuore,

che non ha prezzo per poter toccare,

bello e pauroso alla memoria antica

con l’onda lieve

che la sponda sfiora,

con l’onda immane

che gli uomini travolge

e case e strade affonda

nel terrore.

 

Questo mare,

che mi suona in mente,

che la pupilla ridisegna a volte

e strozza gola e cuore,

m’addormenta.

 

Questo mare

ancora m’appartiene,

mi sciacqua dentro l’anima

ed all’olfatto invia

profumi antichi e odori mai scordati,

mi spezza il passo,

che ondeggia tra i sassi della riva,

che scivola impietoso sopra l’alghe.

 

Questo mare

m’abbraccia,

mi culla dolcemente nel ricordo

degli affetti mai dimenticati,

delle gioie che tornano spietate

a schiaffeggiare le scelte un po’ affrettate

a cui non posso più porre riparo.

 

Questo mare

m’aspetta e si domanda

fino a qual punto l’amore suo mi manca.

Mi parla nel silenzio delle notti,

quando la luna gli accarezza l’onde,

messaggi d’affetto e di rancore invia

per non lasciarlo in pace riposare.

 

Questo mare

mi circola nel sangue,

impetuoso spacca i sentimenti

e la salsedine m’attacca sopra il viso,

gli occhi mi brucia

e sulle labbra lascia

un sapore di sale

sempre uguale.

 

                          Santoro Salvatore Armando

                          (Boccheggiano 15/09/2006 13.17)

 

 


Salvatore Armando Santoro di Boccheggiano (GR)

e-mail: santoro3000@alice.it 

sito web: www.poetare.it/santoro.html

 

   
  


  

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