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Roberto Estavio

restavi@tin.it 

Poesia


 

LA FRANCHEZZA A HOLLYWOOD DI SOLITO NON PAGA

 

Non c’è niente di meglio che rimanere a casa

Nulla è più ipnotico della morbida chioma che

tua madre accarezza con voluttà spropositata

ma poi…

Piatto insipido, brodaglia rivoltante, caldo afoso.

Due piatti, quattro posate, omogeneizzati, carne amica, carne nemica.

Masticare, spezzettare,  sminuzzare.

Ossa che si irrigidiscono…

Un fiume tracimato. Il mio corpo è oramai un invaso, è uno stagno

La mia stanza sa di stantio e dolciastro.

Esci di casa ma prima controlli, controlli più volte

Strada bagnata,strada banale

Strada con le strisce pedonali

E poi semafori: rosso-verde, verde-rosso.

La mente è un frullar di falena,

il corpo è riposto, deposto, decomposto

Il viso assume un che di mostruoso,

esortano gli zigomi con il loro granata

rivoli si diffondono e si riverberano come

una colata di cera sulle altre parti del viso,

sul collo, sulle orecchie.

Gli occhi verdi ma sofferenti cercano appiglio nel

giardino

 un giro vorticoso, un vortice di sensazioni:

il cielo non raccoglie le tue emozioni.

Appare, non è, mentre io non so più chi sono e

il sudore invade la camicia  

                                                         Roberto Estavio   -  di Padova


Lavoro con bambini problematici.

Loro mi hanno insegnato a vivere

e a non scendere a compromessi

con l'ipocrisia e la maldicenza.

Ho scritto questa poesia pensando

ad una ragazza che soffriva

di anoressia, adesso sta bene.

Grazie,

Roberto Estavio


 

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