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Poesia LA FRANCHEZZA A HOLLYWOOD DI SOLITO NON PAGA
Non
c’è niente di meglio che rimanere a casa Nulla
è più ipnotico della morbida chioma che tua
madre accarezza con voluttà
spropositata ma
poi… Piatto
insipido,
brodaglia rivoltante,
caldo afoso. Due
piatti,
quattro posate,
omogeneizzati,
carne amica,
carne nemica. Masticare,
spezzettare,
sminuzzare. Ossa
che si irrigidiscono… Un
fiume tracimato. Il mio corpo è oramai un invaso,
è uno stagno La
mia stanza sa di stantio e dolciastro. Esci
di casa ma prima controlli,
controlli più volte Strada
bagnata,strada banale Strada
con le strisce pedonali E
poi semafori:
rosso-verde,
verde-rosso. La
mente è un frullar di falena, il
corpo è riposto,
deposto,
decomposto Il
viso assume un che di mostruoso, esortano
gli zigomi con il loro granata rivoli
si diffondono e si riverberano come una
colata di cera sulle altre parti del viso, sul
collo,
sulle orecchie. Gli
occhi verdi ma sofferenti cercano appiglio nel giardino un
giro vorticoso,
un vortice di sensazioni: il
cielo non raccoglie le tue emozioni. Appare,
non è, mentre io non so
più chi sono e il
sudore invade la camicia Roberto Estavio - di Padova Lavoro con bambini problematici. Loro mi hanno insegnato a vivere e a non scendere a compromessi con l'ipocrisia e la maldicenza. Ho scritto questa poesia pensando ad una ragazza che soffriva di anoressia, adesso sta bene. Grazie, Roberto
Estavio
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