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La relatività del tempo
Secondo la fisica classica il tempo è una struttura indipendente dal soggetto che vive l'esperienza del tempo stesso, dalla sua posizione, velocità e dal suo sistema di riferimento. Esso è un'entità a sé stante, che scorre imperterrito e sempre uguale: è come un fiume in cui siamo immersi e che ci porta inesorabilmente in avanti, dal passato, attraverso il presente e verso il futuro. Il tempo è lo stesso sia per chi sia fermo in un punto della terra che per chi viaggi su un treno o su un aereo. Il tempo non dipende dal luogo in cui siamo, dal fatto che siamo fermi o in movimento, esso non ha nulla a che vedere con la persona che misura il tempo. Il tempo e colui che ha l'esperienza del tempo che trascorre sono due entità separate in modo totale, non c'è alcuna influenza tra le due. Il tempo è qualcosa di esterno a noi, con una sua vita autonoma e indipendente. Per cui il tempo è sempre uguale in ogni circostanza, basta soltanto raffinare il nostro strumento di misurazione, e potremo avere un definizione bene precisa del tempo che scorre tra due eventi o tra l'inizio e la fine di uno stesso evento.
Einstein, invece, ebbe la geniale intuizione, suffragata dalle formule matematiche della sua teoria della relatività e dalle conseguenti conferme sperimentali, che gli fece comprendere che il tempo non è un'entità separata dall'uomo o dallo stato in cui è, bensì cambia in relazione ad entrambi. Affermò che per una persona ferma, immobile, sarà misurato un certo tempo, mentre per colui che è in movimento (in particolare ad alte velocità, prossime a quella della luce) il tempo scorrerà più lento, sarà sempre più lento quanto più veloce andrà la persona (e quanto più si avvicinerà alla velocità della luce). Da qui è nato il cosiddetto "paradosso dei due gemelli". Immaginate due gemelli che in giovane età si separano. Uno rimane sulla terra e l'altro parte con un'astronave per un viaggio di esplorazione dello spazio, della durata di diversi anni e a velocità abbastanza vicine a quella della luce. Al suo ritorno troverà il fratello invecchiato, sul punto di morire: mentre lui sarà solo di qualche anno più grande . Questo perché, se ci si muove a velocità altissime, il tempo rallenta (si dilata) fortemente, fin quasi a fermarsi (mentre lo spazio si contrae e rimpicciolisce). Questa teoria della relatività del tempo è stata confermata da numerosi esperimenti scientifici. Tra di essi la misurazione del tempo su di un aereo supersonico, paragonata a quello sulla terra (con orologi precisissimi, capaci di indicare frazioni minime di secondo - oggi ci sono gli orologi atomici al cesio). E ancora più preciso è stato l'esperimento fatto sulle particelle, in particolare i "muoni", dove si è visto che, se viaggiavano ad una velocità pari al 99,4 % della velocità della luce, la loro vita "si allungava di ben 30 volte", cioè il tempo rallentava del 3000 %. Einstein, per fare un esempio più semplice e alla portata di tutti, diceva che il tempo differisce di molto se si è seduti su una comoda poltrona oppure su una stufa bollente! E' abbastanza frequente avere l'esperienza che il tempo "sia passato in un baleno", specialmente quando siamo impegnati in un lavoro o un'attività che ci piace e ci coinvolge totalmente; oppure avere la sensazione che il "tempo non scorra mai...", quando siamo in situazioni difficili oppure di grande sofferenza o di ozio.
Il tempo, sempre secondo la teoria della relatività di Einstein, è strettamente legato allo spazio, al punto da formare una specie di "spazio-tempo", cioè la materia non può essere più definita soltanto dalle tre dimensioni dello spazio (larghezza, lunghezza e altezza), ma deve essere definita anche dalla dimensione del tempo. Ciò è abbastanza comprensibile. Quando diamo un appuntamento a qualcuno, non gli diciamo soltanto il luogo dove incontrarci fornendogli l'indirizzo esatto, ma gli indichiamo anche il tempo (l'ora esatta, sperando che sia una persona precisa...). In realtà, anche quando descriviamo una stanza o una casa, definendo le dimensioni di larghezza, lunghezza e altezza, ad essere precisi, dovremmo indicare anche il tempo, cioè quel momento stesso in cui abbiamo preso le misure. Quando si fa un rilievo e si inserisce nel catasto la planimetria di un appartamento, bisogna mettere anche la data in cui è stato effettuato il rilievo, perché in seguito qualcuno potrebbe costruire qualche altro piano, o abbattere qualche muro interno, o potrebbe venire un terremoto, o potrebbero accadere eventi tali da modificare del tutto la forma di quella casa.
Questa concezione della relatività del tempo la ritroviamo già nell'antichità. Nelle "Storie dello Yoga Vasishta", un antico testo sulla filosofia del Vedanta (filosofia principale dell'India, risalente a diverse migliaia di anni prima di Cristo ed espressa nei Veda, che significa "Conoscenza"), tra i vari racconti di vite in universi paralleli, ce n'è uno in cui si narra di un re che vive un'intera vita di circa 70 anni in una dimensione diversa da quella terrestre, anche se coesistente, in un tempo che sulla terra equivale soltanto a poche frazioni di secondo. Secondo il pensiero indiano esistono tanti "lokah", tanti mondi in diverse dimensioni, e in ognuno di questi mondi vige un tempo specifico, in genere nei mondi più evoluti il tempo è più lento e la vita più lunga, mentre nei mondi meno evoluti è il contrario: il tempo è più corto e la vita più breve. In tutta l'India antica e in Oriente il tempo non è mai stato considerato così importante. Infatti è difficile trovare scritti "storici" di avvenimenti, con tanto di date e riferimenti cronologici. Quando si scriveva degli avvenimenti, quel che interessava era l'insegnamento che quegli eventi potevano darci, il messaggio che ci comunicavano, non la mera successione di date e di fatti. Lo stesso avveniva e avviene tra gli indiani d'America, tra gli sciamani di tutte le regioni del globo, tra gli aborigeni dell'Australia e dell'Africa... Il tempo è considerato "circolare" e non "lineare". Mentre su una linea possiamo scrivere in successione il passato, il presente, il futuro, in un cerchio c'è solo una ripetitività di eventi... e alla fine si torna da dove si è iniziato... l'inizio e la fine coincidono, essendo entrambe manifestazioni dell'Unico Essere Supremo: l'Infinito. E' la ruota del Samsara (l'alternarsi delle nascite, morti e rinascite) che gira continuamente, spinta dai nostri desideri e dagli effetti delle azioni passate (Karma). L'universo è un continuo alternarsi di periodi buoni (di evoluzione) e periodi cattivi (di involuzione), proprio come nella nostra vita: ci sono alti e bassi, fasi di successo e fasi di fallimento.
Tra i popoli cosiddetti "primitivi" e "animisti", come in India, in Oriente e in molte tradizioni "iniziatiche" (dove c'è un Maestro che "inizia" i suoi discepoli a quella Conoscenza Sacra che non proviene dall'accumulo di nozioni esteriori, ma dalla percezione interiore dell'Essere), quel conta è lo Spirito Supremo, o Grande Spirito, che è eterno, o meglio al di là del tempo stesso. Dal punto di vista dell'Infinito il tempo non esiste affatto: esso è eterno presente, non c'è alcuna successione di eventi né alcun passato, presente e futuro che scorrono come carrozze di un treno su un binario prestabilito.
E' dal nostro punto di vista, all'interno dell'universo manifesto in cui viviamo, che nasce il tempo insieme alla nascita di questo universo, ed avrà fine quando finirà l'universo stesso (anche se l'universo in cui viviamo è uno dei tanti, infiniti, e in più dimensioni, che rappresentano la manifestazione dell'Infinito, cioè di Dio). Finché la nostra consapevolezza è limitata, finché rimaniamo in questo universo limitato, il tempo sarà una caratteristica importante per noi, e non si potrà in alcun modo andare indietro nel tempo, perché la struttura stessa dell'universo è governata dalla legge di causa ed effetto. Non è possibile fare un viaggio nel passato o nel futuro se non come percezione paranormale degli eventi, senza però interferire in essi. Perché altrimenti modificheremo quel passato da cui nasce il presente. Cosa succederebbe se una coppia di persone sposate con un figlio tornasse indietro nel tempo e decidesse di non concepire più quel figlio?
I filosofi greci si divertivano a fare diversi "giochetti" sul tempo. Dicevano che il passato ormai è passato, il futuro deve ancora venire, e il presente... mentre ne parli già è passato. E' davvero così difficile cercare di fermare, di catturare il presente, proprio perché il tempo è un continuo fluire, non si lascia prendere affatto.
Se andiamo all'isola di Tonga, nell'Oceano Pacifico, il 31 dicembre, potremmo essere i primi a festeggiare l'inizio dell'anno nuovo. Poi, se ci spostiamo di poco verso Est, fino alle isole Samoa, andremo indietro nel tempo di un giorno intero, così potremo festeggiare ancora una volta l'inizio del nuovo anno! (Se però torniamo a Tonga, ci troviamo di nuovo nel giorno dopo!).
Un'altra curiosità: quando guardiamo il cielo stellato, in realtà stiamo osservando il passato. Poiché la luce, pur essendo tanto veloce, impiega un certo tempo per arrivare sulla terra, le stelle che sono lontane centinaia o migliaia di anni luce da noi (cioè che ci vogliono centinaia o migliaia di anni prima che la luce di quelle stelle giunga sul nostro pianeta) potrebbero anche non esserci più in questo momento, e noi stiamo vedendo soltanto ciò che erano state centinaia o migliaia di anni fa, la loro vita passata.
Il tempo è parte integrante della stessa manifestazione illusoria dell'universo, spazio e tempo sono strettamente connessi e formano il tessuto su cui si "giocano" gli avvenimenti della vita e del divenire. Finché siamo nella consapevolezza della materia e del tempo, finché crediamo di essere questo corpo, saremo sempre soggetti alle limitazioni del tempo. Tutto ciò che inizia deve pure finire. Il nostro corpo un giorno morrà. La vita che ci è tanto cara ci verrà meno, e con essa tutte le cose e le persone a cui siamo attaccati.. Finché continueremo a nuotare nel fiume del tempo saremo sempre preda dei suoi flussi e delle sue rapide.
E' inutile fingere di "vivere l'attimo presente", semmai togliendoci l'orologio e crogiolandoci nella libertà fittizia di non controllare il tempo, rischieremmo soltanto di arrivare tardi agli appuntamenti o di essere licenziati!
"Vivere il presente" deve essere un'esperienza reale interiore e non uno stato d'animo!
Il modo più rapido e sicuro per raggiungere questo stato è di praticare la meditazione e seguire un Maestro che sia giunto al livello finale dell'evoluzione. Quando la nostra consapevolezza si espanderà fino a raggiungere l'esperienza diretta dell'Infinito e la fusione con Dio, allora il tempo cesserà di esistere, e con esso ogni limitazione. Allora vivremo "nell'eterno presente", in uno stato di totale appagamento. E anche se il corpo morrà noi non moriremo mai, perché avremo varcato la soglia del tempo e vivremo per sempre in quel che è "senza tempo", dove non c'è ieri, né oggi, né domani.
e-mail: jayan@interfree.it Jayan Walter
Nato a Napoli nel 1957, dopo gli studi universitari si è dedicato alla pratica e all’insegnamento della meditazione, soggiornando per anni in Ashram (comunità spirituali), monasteri buddisti e centri di meditazione in India, Stati Uniti, Tailandia e Svizzera. Ha incontrato i Guru: Maharishi Mahesh Yogi, Ananda Mayi Ma, Mastram Baba, Gurumayi e Amma (Mata Amritanandamayi Devi). Sulla base dell’esperienza personale di venticinque anni di meditazione e dell’incontro con tali Maestri, ha iniziato a scrivere saggi e romanzi sugli argomenti del pensiero indiano e orientale e sulla reincarnazione. Ha ricevuto due premi letterari, uno di questi dagli scrittori Alberto Bevilacqua e Giorgio Saviane (per il romanzo "Naufragio"). Lo stile dei suoi scritti è semplice e diretto. Con l’ausilio di aneddoti e racconti, riesce a spiegare concetti altrimenti astratti e lontani. Attualmente insegna Filosofia Indiana presso l’Istituto Humaniter di Napoli.
Siti su Internet: Fisica ed esoterismo: http://space.tin.it/clubnet/paaccom/ Albert Einstein e la teoria della relatività: http://digilander.iol.it/WaveWalker/einstein.htm Notizie generali sulla relatività: http://it.dir.yahoo.com/scienza_e_tecnologia/fisica/relativita/ Libri (li potete ordinare su Unilibro): Giuseppe Antoni - La relatività e il suo spazio-tempo Albert Einstein - La teoria della relatività - Edizioni Libritalia Clement Durell - La relatività con le quattro operazioni - Edizioni Boringhieri Tullio Regge - Spazio, tempo, relatività - Edizioni Loescher Valmiki - Storie dello Yoga Vasishta - Edizioni Vidyananda Jayan Walter - "L'uomo è Dio - lo Yoga della conoscenza e la natura dell'universo" - Edizioni Tempolungo - nel libro c'è un capitolo: "Scienza e Infinito", dove si tracciano paralleli tra il pensiero orientale e la scienza moderna.
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