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Indiani d'America (i Maya)

pagine a cura della scrittrice Elda Fossi

L’anno 2012, il nuovo tormentone


 

L’anno 2012 è diventato un tormentone.

Ciascuno dice la sua, arricchendola di visioni personali, trasferendovi le proprie paure, persino le proprie vendette.

La fine del mondo, un salto quantico, l’Apocalisse, una nuova visione…

 

Forse è meglio risalire a chi ha messo in giro quella che viene chiamata una profezia, con tutte le minacce sottintese, e che è, invece, semplicemente, una informazione: i Maya, i più antichi dei Paleomaricani che conosciamo, le cui origini si perdono nel mito.

Maya affascinanti fino all’ossessione, ma di cui parleremo di un aspetto solo della loro straordinaria cultura, i Calendari.

 

Diciassette  Calendari, che collegavano l’uomo Maya ai movimenti del Sole, della Luna e degli astri nelle loro rivoluzioni, molti dei quali, ovviamente mirati all’agricoltura.

Il  Calendario sacro, lo Tzolkin, la matrice della matematica Cosmica del Tempo, di 260 giorni, e il calendario civile Haab, di 360 giorni + cinque nefasti, legavano, in una visione completa e trascendente, l’uomo al gioco del destino e del tempo.

Calendari come grandi Ruote Cosmiche, che si incontravano ciclicamente nella più grande Ruota del Tempo ogni 52 anni.

 

Il tempo, per i Maya, come per tutte le antiche culture, è circolare, e si articola in Cicli.

Cicli come “Stagioni Galattiche”, caratterizzate dalla qualità del raggio Galattico, che potremmo tradurre in moderno termine scientifico Onde di intensità, che, attraverso il Sole,  giunge sulla Terra dal centro della Galassia

Sole quindi trasmettitore Galattico, punto di coscienza, ed è allora comprensibile come  in una visione ideologica centrata sull’energia, il mantenere in equilibrio l’energia del Sole fosse essenziale e vitale.

L’energia consumata dal Sole poteva essere ripristinata attraverso l’offerta della più forte delle energie che l’uomo avesse a disposizione, l’itz, il sangue, e poi la vita stessa, ed ecco chiarito il significato sacro e cosmico del sacrificio umano.

 Dalla mente del Sole, quindi,  i Maya  potevano cogliere i desideri del punto divino oltre il Sole, nel centro della Galassia, i desideri di  Hunab Ku, ”Datore Unico di Movimento e Misura”: movimento come energia,  principio di vita  che tutto pervade, misura come principio del ritmo, della periodicità e della forma

La Terra, gli uomini, ed ogni organismo vivente, sono legati a Hunab Ku da  Kuxan Suum,La Via del Cielo che Porta al Cordone Ombelicale dell’Universo” attraverso una  trama di fili sottili e luminosi, come i cordoni del Chakra del Cuore visualizzati dai veggenti o dagli sciamani, fili di luce che si agganciano ai “corpi di luce,” le vibrazioni elettromagnetiche di ogni essere, dall’uomo alla pietra.

C’è quindi nella Galassia un centro,  una matrice armonica  risonante, che trasmette informazioni a tutti gli organismi viventi.

 

Secondo questa interpretazione, il cui capofila è José Arguelles, con Il fattore Maya, i Maya sono gli “agenti galattici” il cui scopo è quello di divulgare i messaggi galattici, e i  Calendari Maya sono la registrazione del modello armonico galattico.

 

E qui, nell’ottica entusiasmante  della circolarità delle antiche culture, dell’unica matrice, voglio richiamare l’antica cultura Vedica.

Stiamo parlando, ricordiamolo, di migliaia di anni prima di Cristo, e, pur da luoghi e tempi diversi e lontani, ci sembra di ascoltare i Maya…

Oltre il nostro Sole, dicono i sacri testi, al centro della Galassia, nella Costellazione del Sagittario,  esiste un  Sole più grande,  che non si manifesta in frequenze visibili ma che è punto di origine da cui derivano tutte le leggi e le forze della creazione, fonte di luce  che sostiene e nutre l’intelligenza spirituale degli uomini e li spinge ad agire in sintonia con la volontà divina …Hunab Ku e il Raggio di Sincronizzazione Galattica!

Una luce di cui il nostro Sole è il trasmettitore,  ma che non è uguale nel tempo.

Che cos’è che determina la variazione della luce, e quindi la diversificazione delle Stagioni Galattiche?

E’ l’”oscura compagna del Sole”, dicono i Veda, che, quando si interpone tra il Sole  e il centro Galattico, oscura la luce galattica  e l’umanità non agisce più in armonia con l’intelligenza Cosmica.

Il passaggio dell’”oscura compagna” è ciclico, misurato dai sottocicli del Grande Ciclo di Precessione, 25,900 anni circa, ed ecco quindi i Cicli dello sviluppo umano, illuminati dalla luce della Sole Galattico o deprivati della sua luce…ecco l’Età dell’Oro, dell’Argento, del Bronzo e del Ferro, ed ecco la divisione di ogni Ciclo in una metà Ascendente, quando il Sole si avvicina al centro Galattico, ed una metà Discendente, quando se ne allontana.

 

L’”oscura compagna” è risuonata a lungo nella mia mente come pensiero ossessivo, e potete immaginate il mio stupore quando l’ho incontrata, anzi l’ho vista!

Dove, vi chiederete.

 Sul numero120 di Focus,  nell’illustrazione della mappa della nostra Galassia, la via Lattea.

  Nel  disco a spirale di 900 milioni di miliardi di diametro, costellato da miliardi di stelle e migliaia di nebulose, si vede il nucleo centrale, il centro Galattico, cuore splendente di immane potere energetico, orientato sull’Asse Gemelli-Sagittario, e, a 25 miliardi di anni luce di distanza dal Centro Galattico, il nostro sistema Solare, …e  tra loro, in un’orbita  che periodicamente lo frappone o lo fa scomparire al disotto del piano galattico, un buco nero  antichissimo, Sagittarius A, così denso, sostengono gli astronomi del prestigioso Massachussets Institute of Technology, da inghiottire persino la luce che si trova entro una regione definita come “orizzonte degli eventi”…l’”oscura compagna”!

 

Un’emozione grande, un’ulteriore conferma. I Grandi Antichi sapevano.

Sapevano i Vedici, sapevano i Maya, sapevano gli Egiziani, che chiamavano il decano contenente la costellazione del Sagittario il “Grembo di Nut”, il Grembo del Cielo.

 Sapevano tutti gli antichi tra cui circolava l’Antica Sapienza.  

 

Non ci stupisce quindi sapere che per i Maya il fondamento della scansione del tempo era il Ciclo Precessionale, il Grande Anno Platonico, con i suoi sottocicli di 5.125 anni, il Lungo Computo .

I sottocicli, differenziati come per i Vedici da un particolare Raggio di Sincronizzazione, sono le Ere, o Cicli umani.

L’inizio del nostro Ciclo risale  al 13 agosto dell’anno 3113 aC., corrispondente alla nascita di Venere.

Data che  nel calendario Maya si scrive 13.0.0.0.0, - numero indicante la ripartizione del tempo in multipli e sottomultipli-  e la stessa data, nella ciclicità dei ritorni, ricorrerà il 21 dicembre 2012.

Proprio nel momento sacro del Sostizio d’inverno, in cui si aprono i cancelli tra i mondi…

Quindi, in quella data, finisce non solo un  Ciclo di Lungo Computo, ma si concludono  anche il Grande anno Platonico, e il tempo Arturiano, cioè quattro Cicli di Precessione, 104.000 anni, e,  dagli abissi del tempo, con l’assoluta  precisione che il Calendario Maya permette, ce ne viene persino indicato il giorno!

Fine delle fine della fine di Cicli!

Data da capogiro, quindi, un punto di conclusione nelle Ruote Cosmiche del tempo.

 

Ecco, i Maya ci danno questa informazione, senza specificarne il significato.

Nessuna indicazione della fine del mondo, né tanto meno della sua modalità.

 

Possiamo tuttavia trarre conclusioni per analogia.

 

I Maya hanno diviso quella che noi chiamiamo storia dell’uomo, per noi lineare, spinta dal “progresso”, e che ha visto solo una grande distruzione, il Diluvio Universale, in Grandi Ere.

Grandi Ere, divise in fasi  di Rigenerazione, Evoluzione, Distruzione.

Ogni Era, nella grande  spirale cosmica di evoluzione,  apre un Ciclo più alto.

Ogni Era segnata da un raggio Galattico più alto e più spirituale.

 

Che cosa potrebbe dunque significare la fine di tanti Cicli alla stessa data?

Fine importante, quindi inizio importante…

 

I Maya ci danno gli indizi per arrivare ad una conclusione.

Cerchiamoli.

Come dice Antonio Giacchetti, grande conoscitore e divulgatore del Calendario delle Tredici Lune, i 20 glifi del Calendario sono archetipi evolutivi della coscienza.

Come per i Segni Astrologici, nelle Ere l’uomo li percorre avanzando in salita nella spirale evolutiva.

 

Per i Maya, l’inizio della storia dell’uomo, la Prima Era, è la fase del Serpente, il Guardiano dell’Est,  fase in cui dominano l’istinto di sopravvivenza, la forza vitale, l’energia degli inizi, risposta all’energia tellurica della Madre.

Il livello di coscienza dell’uomo in questa fase è quello del corpo, individuale e di adattamento all’ambiente.

 

Nella seconda fase, fase del Cane Bianco, guardiano del Nord, c’è un forte salto evolutivo segnato dall’amore, che ha come conseguenza l’organizzazione familiare, sociale, in cui è forte il vincolo del sangue, e la coscienza di specie.

 

Dall’Ariete alla Bilancia, potremmo dire, traducendolo in linguaggio Astrologico.

Da Marte a Venere.

 

Nella terza fase, la fase dell’Aquila Blu, Guardiano dell’Ovest, siamo passati dalla visione “tribale” a quella planetaria, alla visione dall’alto, con lo sguardo dell’Aquila.

Questa è la fase in cui viviamo noi, la fase del nostro sviluppo evolutivo.

Abbiamo visto dall’alto il nostro pianeta blu, abbiamo avuto la consapevolezza dell’unità come Grande Madre, come Gaia, organismo vivente, e quello della ricchezza della biodiversità, abbiamo cominciato ad essere sensibili al messaggio Galattico, ma il vero passo verso la coscienza Galattica non è stato fatto.

Guerre, egoismi, violenze, incapacità di visione libera, strumentalizzazione, conformismo, tengono basso lo sguardo dell’Aquila.

La fase dell’Aquila è tuttavia importantissima, poiché è una fase di evoluzione e trasformazione.

Che ci sia un cambiamento nelle frequenze del Sole, e quindi nello sforzo della Terra per inseguirlo, e delle cellule e del battito cardiaco, ormai è fatto sperimentato.

Terra e cielo sembrano prepararsi per la prossima Era, che dovrebbe aprirsi quando si conclude questa, con la coincidenza spettacolare di cui abbiamo parlato.

Fine della fine della fine…

 

La prossima fase, l’ultima, è quella del Sole Giallo, Guardiano del Sud, fase dei mille milioni di Soli dell’ultimo Chakra, fase  in cui la coscienza della nostra multidimensionalità, la coscienza della luce, si collega e si nutre alla mente centrale della Galassia, dove risiede la divina saggezza, Hunab Ku.

Il cerchio si chiude: il Sole Giallo, il Trasmettitore Galattico, ha eseguito il suo compito.

 

 

Dalla fase del Sagittario a quella dell’Acquario e dei Pesci.

Dal Sesto al Settimo Chakra, quello dell’Illuminazione.

 

 

E allora?

E allora è bene che ognuno si prenda la propria responsabilità, poiché dalla responsabilità individuale si parte per il piccolo passo di trasformazione,  per formare la massa critica che può farci arrivare, integri, alla fase del Sole Giallo.

Per avere la piena coscienza della luce.

Altrimenti?

Altrimenti, chi non salta, rimane…  

  

                                                                                     Elda Fossi

 


Elda Fossi

Parlerò con la voce del vento

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Presentazione del romanzo


Se volete potete contattare la scrittrice Elda Fossi inviando una e-mail a:

elda.fossi2006@libero.it 

 

           



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